Se non basta un freno motore, ne mettiamo due

Se non basta un freno motore, ne mettiamo due
Josh Hook del team Alma-Pramac in pista a Jerez

Con l’avvicinarsi delle gare motociclistiche, la curiosità verso il campionato mondiale delle moto elettriche sta aumentando. L’articolo dedicato alla MotoE sul numero di DueRuote di questo mese ne è una dimostrazione.
Alcuni degli argomenti trattati li potete trovare in vari post che abbiamo scritto nei mesi scorsi (il punto di Nicolas Goubert, le gomme Michelin per la MotoE); qui vogliamo riproporre alcuni elementi nuovi emersi dall’articolo di DueRuote.
L’argomento che ci ha incuriosito di più sono i controlli della MotoE, un elemento imprescindibile ormai per qualsiasi moto, indipendentemente che sia una Petrol Bike o una Electric Bike.
Le principali aree di intervento relative al controllo della MotoE sono: la mappa motore (2 set), la curva di attacco dell’acceleratore, il freno motore principale (3 set) e il freno motore aggiuntivo. Non è presente invece il traction control. L’elemento di novità più rilevante è il freno motore aggiuntivo controllato dalla pulsantiera posizionata sul semimanubrio sinistro.

La pulsantiera sul semimanubrio sinistro della MotoE

La sua origine nasce dall’idea di Energica di dare ai piloti la possibilità di fare un set-up medio del freno motore principale e, all’occorrenza, avere qualcosa in più grazie a quello aggiuntivo. Quando questo secondo freno motore viene usato insieme a quello principale, è possibile raggiungere prestazioni simili a quelli di una SBK. Nella guida quindi, i piloti della MotoE potranno contare su due freni motore oltre al sistema frenante fornito da Brembo (vedi i dettagli del sistema frenante).

Il disco freno anteriore T-Drive e la pinza monoblocco GP4-PR

Da ultimo ricordiamo un altro elemento caratteristico della frenata della MotoE, cioè la capacità rigenerativa. Il motore e la batteria sono capaci di recuperare parte dell’energia della frenata. Quest’ultimo parametro viene continuamente registrato dal sistema di acquisizione dati della moto per essere poi analizzato dai team quando il pilota rientra ai box. (se vuoi conoscere com’è fatto il sistema di acquisizione dati della MotoE clicca qui).

Per l’articolo completo e la bella intervista a Mattero Ferrari, pilota del team Trentino Gresini MotoE, vi rimandiamo al numero di Febbraio di DueRuote (link).